NOSTOS. Maschere del Mediterraneo. II STEP con esito scenico / performativo
Workshop a carattere performativo su Mimo, Maschera e Movimento
(Pedagogie e poetiche corporee: Delsarte, Copeau, Decroux, Artaud, Lecoq, Barrault, Mejerchol’d…)
a cura di MICHELE MONETTA - Docente all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico

Quando 20, 21, 22 SETTEMBRE 
Dove – Teatro Politeama di Catanzaro

Descrizione

Il workshop intitolato NOSTOS è un viaggio nel Mediterraneo. NOSTOS è pensato e pianificato per giovani e artisti e si pone come obiettivo l’idea del mare tout-court come ponte d’acqua.
Ciò dovrà avvenire attraverso una sequenza scritta, costruita e allenata in fase di workshop basata su elementi archetipici ma dal gusto contemporaneo. Le maschere utilizzate nel laboratorio e in fase performativa rappresenteranno un utile e difficile esercizio propedeutico all’arte drammatica, sia per le complesse sequenze mimiche e biomeccaniche, sia per l’impegno del diretto contatto con l’altro in maniera non convenzionale.
NOSTOS vuole rappresentare un esperimento dove un grande unico corpo corale totalmente bianco – come larve e fantasmi o sorta di affascinanti cadaveri (eùmorphoi) – cercherà di provocare negli occhi e nell’immaginazione dell’osservatore una dimensione fortemente onirica, con elementi chiaramente legati al mito, ma in forme plastico-espressive di stile contemporaneo e legate alla sensibilità di oggi.
NOSTOS è previsto che sia realizzato in più fasi distribuite nel 2019/2020 e potrà prevedere un esito performativo finale in spazi chiusi e\o all’aperto. Le maschere di Edipo, Antigone, Elettra, Elena, Medea, Fedra, Oreste, Agamennone, Pan, Eco… intrecciate con larve della Commedia e del grottesco saranno oneiròphantoi e cioè delle “apparizioni in sogno”, in una magica teoria itinerante di maschere che agiranno in un mare caldo, travolgente, pescoso, luogo di vita, di morte, di idiomi, di viaggi e di speranza: il Mediterraneo. In greco nostos è il “ritorno”. Algos significa “sofferenza”. La nostalgia, quindi, è la sofferenza provocata dal desiderio di ritornare.
L’Odissea, l’epopea fondatrice della nostalgia, è nata agli albori dell’antica cultura greca. Ulisse, il più grande avventuriero di tutti i tempi, è anche il più grande nostalgico. Ed è in questo “mare tra le terre” che si è prodotto uno dei più potenti miti dell’umanità. Memorie per noi preziose da custodire e rinnovare per le attuali e future generazioni. Le azioni si produrranno in una sorta di stilizzato fondale marino popolato da spiriti in processione. Le maschere dimidiate e brune della grande tradizione italiana rinascimentale-barocca della Commedia dell’Arte incontreranno altre larve di stile differente appartenenti alla Magna Grecia, in un eterno e sottile gioco di fissità e metamorfosi.

MICHELE MONETTA – breve bio
Michele Monetta, allievo di Étienne Decroux, è un regista e un attore teatrale. Ha fondato a Napoli, con Lina Salvatore, l’I.C.R.A. Project, l’unica Scuola di Mime Corporel in Italia. Attualmente è docente all’Atelier Rudra-Béjart di Losanna, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma e alla Scuola del Teatro Nazionale di Napoli.

- Iscrizioni
La domanda di partecipazione dovrà pervenire inviando una email all’indirizzo prenotazionicarro@gmail.com entro le ore 18.00 di mercoledì 18 settembre, indicando:
nome, cognome, data di nascita, indirizzo di residenza, n° telefonico, email, campo d’interesse (attore, performer, danzatore, coreografo, cantante, musicista, regista, artista del figurativo, studente di teatro, accademie e università, appassionato), breve motivazione.
L’iscrizione sarà completata solo al ricevimento del saldo della quota di partecipazione, da effettuarsi attraverso bonifico bancario, prima dell’inizio delle attività, secondo le modalità comunicate dalla Compagnia successivamente all’invio della richiesta di iscrizione del partecipante.

- Luogo delle attività
Teatro Politeama di Catanzaro, Via Giovanni Jannoni, 1, 88100 CZ

- Durata
3 giorni – 20, 21, 22 SETTEMBRE 2019

- Orari
Venerdì 20 dalle ore 17,30 alle ore 21,30
Sabato 21 dalle ore 10,30 alle ore 13,30 e dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Domenica 22 dalle ore 10,00 alle ore 13,00

- Quota di iscrizione a persona
€ 75,00 prezzo intero
€ 65,00 prezzo ridotto per partecipanti UNDER 26
Offerta speciale Prenota Prima
Se acquistato entro venerdì 6 SETTEMBRE viene offerta la possibilità di partecipare al laboratorio al costo agevolato di € 65,00.

- Requisiti
Rivolto ad attori, performer, danzatori, cantanti, coreografi, registi, artisti del figurativo, musicisti, studenti di teatro, accademie e università, appassionati di teatro

- Informazioni
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’organizzazione ai numeri 348.31.25.747 o 340.820.21.19
oppure inviare una mail a prenotazionicarro@gmail.com
oppure consultare il sito www.residenzateatrobadolato.it

- Modalità di partecipazione

Numero massimo di partecipanti: min 18 / max 25
Luogo: Teatro Politeama di Catanzaro, via Giovanni Jannoni, Catanzaro
Durata: 3 giorni – 20, 21, 22 settembre 2019
Orari:
Venerdì 20 dalle ore 17,30 alle ore 21,30
Sabato 21 dalle ore 10,30 alle ore 13,30 e dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Domenica 22 dalle ore 10,00 alle ore 13,00
Requisiti: attori, performer, danzatori, appassionati di teatro
Quota di iscrizione a persona:
€ 75,00 prezzo intero
€ 65,00 prezzo ridotto promozionale per acquisto effettuato entro venerdì 6 settembre.
€ 65,00 prezzo ridotto per partecipanti UNDER 26

- Le spese di viaggio, vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti.

Il workshop rientra nel programma di attività di alta formazione della Fondazione Politeama Mario Foglietti e della residenza teatrale MigraMenti. SPAc ideata e diretta dal Teatro del Carro – Pino Michienzi

Venerdì 30 Agosto | Ore 21.45
Teatro Comunale di Badolato

migramenti-agosto-19-retro“GIOVANNA D’ARCO – LA RIVOLTA”
Spettacolo teatrale di Carolyn Gage
con Valentina Valsania
regia Luchino Giordana ed Ester Tatangelo
compagnia Pupilunari / produzione Hermit Crab

Clicca qui per seguire l’evento FB 

Giovanna d’Arco – la rivolta è il progetto teatrale di esordio della compagnia pupilunari, che presenta il testo di Carolyn Gage per la prima volta in Italia.
Il progetto è prodotto dall’Associazione Culturale Hermit Crab.
L’anteprima avviene nel febbraio 2016 presso le Carrozzerie NOT, spazio di riferimento della scena teatrale contemporanea a Roma.
Successivamente è rappresentato in numerosi Festival e rassegne teatrali.
Vincitore del Lambda Literary Award in Drama, The second coming of Joan Of Arc/ Giovanna d’Arco – la rivolta è il testo d’esordio di Carolyn Gage, drammaturga, performer, regista e attivista.
Il testo fa rivivere Giovanna d’Arco, che ritorna per raccontarci in prima persona la sua infanzia, l’adolescenza, le sue esperienze con i più alti livelli della Chiesa, dello Stato e delle armate militari.

SINOSSI
Giovanna d’Arco ha condotto alla vittoria un esercito a 17 anni.
A 18 è stata l’artefice dell’incoronazione di un re.
A 19 si è scagliata contro la Chiesa Cattolica e ha perso.
In “Giovanna d’Arco – la rivolta” Giovanna è anoressica. Un’adolescente in fuga da un padre violento e alcolizzato, da un destino di moglie e madre, che già aveva segnato la madre e la sorella. Giovanna muore per il diritto di indossare abiti maschili, è una ribelle, irriverente, più scaltra dei suoi giudici, impenitente e incrollabilmente fedele alla propria visione.
Giovanna ritorna per condividere la sua storia con le donne contemporanee.
Racconta la propria esperienza e smaschera la brutale misoginia che sta dietro le istituzioni maschili.

giovanna-darco-la-rivolta-guerra-foto-angelo-maggioNOTE DELL’AUTRICE – Carolyn Gage
“Giovanna d’Arco – La Rivolta” è stato il testo del mio “coming out”. L’ho scritta nel 1987, poco dopo essermi dichiarata lesbica, dopo la fine del mio matrimonio, dopo essere stata costretta a lasciare la mia chiesa, dopo aver risanato i miei ricordi di abusi infantili ed essermi separata dalla mia famiglia, mentre cominciavo a sentirmi una drammaturga professionista. Nello stesso periodo, ero stata coinvolta in una causa ad alto profilo contro una grande istituzione statale, nella quale io ero un informatore. Dopo aver respinto un’offerta di patteggiamento, il procuratore generale dello stato aveva alzato il tiro e io mi ero ritrovata ad essere il bersaglio di una moderna caccia alle streghe.
Giovanna d’Arco –la rivolta era un esorcismo per il mio sé di adolescente sopravvissuta e confusa. Cominciavo a capire le fonti della rabbia, della confusione e dei problemi di identità che avevo provato da ragazza, e come le varie cospirazioni impedissero sia alle lesbiche che alle sopravvissute di rivendicare la propria identità. Volevo creare un personaggio che potesse trasformare la vergogna in orgoglio, il dubbio su sé stessa in convinzione militante, e l’odio per sé stessa in un’esplosione di rabbia verso un sistema determinato a mettere le donne l’una contro l’altra, ma soprattutto contro sé stesse.

giovanna-darco-2457-colori-foto-angelo-maggioNOTE DI REGIA
I) Tra donne “La verità? Oh non conosce lei la verità? Non è essa un attentato a tutti i nostri pudori?”
“Quando una donna possiede virtù mascoline c’è da fuggire da essa; e se non ha alcuna virtù mascolina, allora è lei stessa a fuggire da ciò” (Nietzsche)
La Giovanna di Carolyn Gage ci pone di fronte una figura di confine, irrisolta, che pur dando voce incessantemente, non aspira ad un dialogo o ad un compromesso. Una donna che parla in maniera privilegiata alle donne, che le richiama, con orgoglio, ad un identità comune da ritrovare e in parte da reinventare al di fuori del patto sociale declinato al maschile. Una militante che solo specchiandosi nella sua identità di genere trova una via all’amore. Questa bambina sacra, con la sua intransigente purezza, con la sua verginità giurata, fa timore come una santa, ma non lo é. La sua inaccessibilità, la sua chiusura al mondo e alle convenzioni, il suo stare ‘alla testa’ di altri uomini ma mai insieme con essi, la conduce ad una solitudine che odora di trascendenza ma che non prevede perdono o conciliazione. I suoi luoghi di elezione sono la battaglia o la prigione dove è prevista sopravvivenza, non convivenza. Le sue ‘confessioni’ più private non riescono nel faccia a faccia del rapporto intimo ma solo di fronte ad un mare di facce, che sia il pubblico di un tribunale o quello di uno strano teatro post-mortem. Il suo desiderio che le donne abbiano la possibilità di ‘concepire’ un lieto fine, che non preveda il loro completo annichilimento spirituale, la porta a seguire un accidentato percorso di trasfigurazione e salvezza, dove hanno luogo strategie di lotta contro il Tempo , contro la Storia scritta dall’uomo, fino all’appropriazione delle vesti del nemico-maschio in una sorta di atto di cannibalismo rituale. Giovanna suggerita dalle Voci, intrappolate dentro di lei, ha la visione di una donna nuova, di un femminino libero e potente, a cui lei, con il suo corpo magro, arrabbiato, da qualche parte tra maschio e femmina, non può forse arrivare, ma che pre-sente con forza straordinaria. “C’è tanto dolore nell’essere strana, ma c’è anche tanto rispetto. C’è dignità nell’essere strana. Ero strana. Lo sono ancora.’’ – Luchino Giordana

II) Odiare comporta forza, costanza, memoria. Odiare è una disciplina. Chi non vorrebbe impiegare le proprie energie in qualcosa di più piacevole? Giovanna d’Arco di Carolyn Gage odia. Odia in modo incondizionato gli uomini, ma se è vero, come denuncia la Gage, che viviamo da sempre in un sistema maschilista che riserva alla donna ruoli da comparsa, non si può ignorare che lo stesso sistema ha reso vittime tanti uomini. Sono partita da qui, da questa omissione, per provare a comprendere la sete di giustizia di Giovanna e della Gage. Giovanna è e resta innanzitutto una guerriera. Ed è anche una strega. Viaggia nel tempo, dal Medioevo arriva fino a noi. Le streghe viaggiano nel tempo, figure di transizione tra un mondo arcaico e un mondo contemporaneo. Era così nel medioevo, è così oggi. Quando non c’è più spazio per un modo di essere femmina istintuale e quando la donna rivendica questa sua natura, che la società in cui vive non riesce a leggere e controllare, ecco che le donne diventano streghe. Stregoneria altro non è che un percorso di individuazione, che riguarda la donna e allo stesso tempo la società in cui la donna vive. La società nega questo percorso. Si tratta di una spinta opposta, dall’interno verso l’esterno e viceversa: la donna per sopravvivere nella sua verità deve andare contro la società che la contiene e la società che la contiene, a sua volta, per sopravvivere deve andare contro la donna. Era così nel Medioevo, è così oggi. La rabbia esplosiva di Giovanna, che deflagra contro lo spettatore, innesca la consapevolezza che dietro una grande rabbia c’è un amore negato, una natura frammentata, a cui è stato impedito di manifestarsi in pienezza. Giovanna è un’eroina logorroica, ipercinetica, irritante, a volte saccente, e sono questi limiti a renderla clownesca, tenera. Per comprenderla siamo chiamati a sperimentarci in un profondo e totale atto di compassione, un abbraccio amorevole che includa il disagio, la solitudine, il dolore di una donna a cui è stato negato di essere secondo la sua natura di essere. – Ester Tatangelo

2-giovanna-darco-2988-fptp-di-angelo-maggioCOMPAGNIA PUPILUNARI
Giovanna D’Arco – La Rivolta è il primo progetto della compagnia pupilunari fondata nel 2016 da Luchino Giordana (attore e regista), Ester Tatangelo (regista e drammaturga) e Valentina Valsania (attrice e regista).
Un comune sentire, che spazia dal teatro di parola, al teatro fisico, alle arti visive, ha spinto i tre artisti ad unire i loro percorsi individuali, per dare vita a progetti teatrali che privilegiano la drammaturgia contemporanea, con particolare attenzione alle tematiche del femminile.
Dal punto di vista metodologico, i pupilunari incentrano la ricerca sul principio dell’inclusività e della condivisione, sperimentando una pratica creativa non gerarchica, che prevede il coinvolgimento, dal principio e in ogni fase del lavoro, di tutti i professionisti del teatro e delle arti visive chiamati a partecipare al progetto in corso.

LUCHINO GIORDANA
Per il teatro firma due regie: “Tutto è bene quel che finisce bene” di W. Shakespeare. E “Cuore Debole” di F.Dostojevskij di cui è anche il protagonista. Come attore conta numerose collaborazioni con registi del calibro di: Luca Ronconi, Marco Sciaccaluga, Giancarlo Sepe, Fausto Paravidino, Alfredo Arias, Tim Stark, Gigi Dall’Aglio, Walter Le Moli, Roberto Cavosi, Fortunato Cerlino. Interpreta diverse fiction Rai, il film “Garage Olimpo” di Marco Bechis e “Un Milione di giorni” di Manuel Giliberti (nel ruolo di Caravaggio). Il Corto “La Sposa Perplessa” è la sua opera prima come autore e regista cinematografico insieme a Valentina Valsania.

ESTER TATANGELO
Frequenta il corso in sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia, si laurea al D.A.M.S. dell’Università degli Studi di RomaTre. Nel 2009 si diploma alla Scuola Romana di Fotografia. Fa esperienze di formazione con Ascanio Celestini; Marco Baliani; Marco Martinelli; Emma Dante; Fabrizio Crisafulli; dal 2014 metodo Linklater con Alessandro Fabrizi, Oliver Mannel, Leonardo Gambardella, Paula Langton, Ken Cheeseman, Susan Main, Merry Conway. Dal 2007 inizia a collaborare – come aiuto regia, drammaturga e organizzatrice – con registi e autori del panorama italiano, in particolare avvia una collaborazione artistica con Fortunato Cerlino. Dal 2009 conduce laboratori teatrali per ragazzi e docenti di Scuole Superiori, Biblioteche, Università della Calabria- UNICAL (CS). Dal 2009 al 2012 organizza e dirige il TTFestival, festival di teatro indipendente, in Calabria. Dal 2014 avvia con un gruppo di attori e vocal coach un progetto, in corso, di devised theatre sulla tecnica del clown, coordinato dall’acting coach e performer statunitense Merry Conway.

VALENTINA VALSANIA
Ha una formazione artistica legata sia alla prosa che alla danza. Per il teatro di prosa lavora con Michele Placido, Gabriele Lavia, Glauco Mauri, Giancarlo Sepe, Antonio Calenda (presso il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia), Fortunato Cerlino, Pierfrancesco Favino. Per il teatro-danza collabora con Daniele Abbado, Sean Walsh, George Iancu. E’ interprete della fiction Rai, e nel cinema italiano è diretta da Salvatore Nocita, Fausto Brizzi, Federico Zampaglione, Luigi Perelli, Enrico Oldoini, Aku Louimies. Scrive, interpreta e dirige il Corto “La Sposa perplessa”, insieme a Luchino Giordana.

HERMIT CRAB
L’Associazione Culturale Hermit Crab nasce nel 2011, con l’obiettivo di ideare, sostenere e promuovere progetti di arte visiva e performativa, quali produzione, allestimento e distribuzione di spettacolo dal vivo, organizzazione di corsi di formazione, convegni, mostre, festivals. Dal 2011 Hermit Crab supporta progetti artistici diversi per natura e poetica e avvia collaborazioni con Istituti Scolastici, Biblioteche, Comuni ed Enti, tra cui: Comune di Tropea, Sistema Bibliotecario Vibonese, Provincia di Vibo Valentia. Comune di Vibo Valentia, Casa Circondariale Vibo Valentia, Napoli Fringe Festival, Fondazione Campania dei Festival, FattoreK, Sistema delle Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale, Biblioteca Renato Nicolini di Roma.
Nel 2016, Luchino Giordana (attore e regista), Ester Tatangelo (regista e drammaturga) e Valentina Valsania (attrice e regista) decidono di unire i loro percorsi, fondando la compagnia pupilunari e individuando nell’Associazione Culturale Hermit Crab, di cui sono soci, l’organo giuridico preposto alla produzione e amministrazione dei progetti artistici della compagnia pupilunari.

BIGLIETTI D’INGRESSO
€ 7 intero
€ 5 ridotto (under 30 / over 65)

INFO E PRENOTAZIONI
www residenzateatrobadolato.com
scrivi a prenotazionicarro@gmail.com o contatta l’organizzazione al 348.31.25.747 o al 340.82.02.119
____________________________________________
Progetto realizzato da
Teatro del Carro | residenza artistica MigraMenti.Spac
“Sentieri Calabresi” – rassegna di teatro contemporaneo

- cofinanziato da Regione Calabria e Mibac
col patrocinio di Città di Badolato – Teatro Comunale

Mercoledì 21 Agosto | ore 21.45
Teatro Comunale di Badolato

migramenti-agosto-19-fronte“PUPI SIAMO” – Spettacolo Teatrale
con Marco Natalucci e Gianfranco Quero
regia e adattamento scenico Gianfranco Pedullà
produzione Teatro popolare d’arte
Un progetto di Gianfranco Quero

Due attori stanno andando in teatro per recitare “I GIGANTI DELLA MONTAGNA” di Luigi Pirandello. Ad un certo punto – con apparente casualità – si trovano in camerino a parlare della vita e dell’arte di Pirandello: frammenti della sua vita, personaggi delle sue opere, la sua famiglia, il padre, la madre, i figli. Nello spettacolo la parola viaggia insieme al corpo degli attori, che come una marionetta/pupo si mostra in continua trasformazione: dalla “staticità” e rilassatezza del racconto, alla dinamicità e ai ritmi nell’interpretazione dei personaggi; e, riguardo a questi ultimi, dalla compostezza di alcuni “reali”, (la madre, il figlio Stefano, conoscenti…), al disordine fisico, al caos, di altri personaggi veri o fantastici.
Come Pirandello trasportava le persone dalla vita reale nei suoi racconti letterari e teatrali, così i bravissimi Quero e Natalucci trasportano lo spettatore dalla vita vissuta alla vita narrata da Pirandello. Lo stile della narrazione è colloquiale, spesso divertito e divertente, attraverso continue digressioni temporali ed escursioni nell’attualità.
Il testo vive di frammenti tratti da Uno nessuno e centomila, Il Fu Mattia Pascal. L’uomo dal fiore in bocca, I giganti della montagna, La favola del figlio cambiato, Il berretto a sonagli, Ciaula scopre la luna, Enrico IV.
Lentamente la biografia del poeta diventa un inno di dolore alle condizioni attuali della Sicilia ma anche un omaggio alla contraddittoria, mutevole, affascinante arte dell’attore.

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BIGLIETTI D’INGRESSO
€ 7 intero
€ 5 ridotto (under 30 / over 65)

INFO E PRENOTAZIONI
www.residenzateatrobadolato.it
scrivi a prenotazionicarro@gmail.com o contatta l’organizzazione al 348.31.25.747 o al 340.82.02.119

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NOSTOS. Maschere del Mediterraneo.
Workshop a carattere performativo su Mimo, Maschera e Movimento
(Pedagogie e poetiche corporee: Delsarte, Copeau, Decroux, Artaud, Lecoq, Barrault, Mejerchol’d…)
a cura di MICHELE MONETTA – Docente all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico

Quando21, 22, 23 GIUGNO
DoveTeatro Politeama di Catanzaro

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- Descrizione
Il workshop intitolato NOSTOS è un viaggio nel Mediterraneo. NOSTOS è pensato e pianificato per giovani e artisti e si pone come obiettivo l’idea del mare tout-court come ponte d’acqua.
Ciò dovrà avvenire attraverso una sequenza scritta, costruita e allenata in fase di workshop basata su elementi archetipici ma dal gusto contemporaneo. Le maschere utilizzate nel laboratorio e in fase performativa rappresenteranno un utile e difficile esercizio propedeutico all’arte drammatica, sia per le complesse sequenze mimiche e biomeccaniche, sia per l’impegno del diretto contatto con l’altro in maniera non convenzionale.
NOSTOS vuole rappresentare un esperimento dove un grande unico corpo corale totalmente bianco – come larve e fantasmi o sorta di affascinanti cadaveri (eùmorphoi) – cercherà di provocare negli occhi e nell’immaginazione dell’osservatore una dimensione fortemente onirica, con elementi chiaramente legati al mito, ma in forme plastico-espressive di stile contemporaneo e legate alla sensibilità di oggi.
NOSTOS è previsto che sia realizzato in più fasi distribuite nel 2019/2020 e potrà prevedere un esito performativo finale in spazi chiusi e\o all’aperto. Le maschere di Edipo, Antigone, Elettra, Elena, Medea, Fedra, Oreste, Agamennone, Pan, Eco… intrecciate con larve della Commedia e del grottesco saranno oneiròphantoi e cioè delle “apparizioni in sogno”, in una magica teoria itinerante di maschere che agiranno in un mare caldo, travolgente, pescoso, luogo di vita, di morte, di idiomi, di viaggi e di speranza: il Mediterraneo. In greco nostos è il “ritorno”. Algos significa “sofferenza”. La nostalgia, quindi, è la sofferenza provocata dal desiderio di ritornare.
L’Odissea, l’epopea fondatrice della nostalgia, è nata agli albori dell’antica cultura greca. Ulisse, il più grande avventuriero di tutti i tempi, è anche il più grande nostalgico. Ed è in questo “mare tra le terre” che si è prodotto uno dei più potenti miti dell’umanità. Memorie per noi preziose da custodire e rinnovare per le attuali e future generazioni. Le azioni si produrranno in una sorta di stilizzato fondale marino popolato da spiriti in processione. Le maschere dimidiate e brune della grande tradizione italiana rinascimentale-barocca della Commedia dell’Arte incontreranno altre larve di stile differente appartenenti alla Magna Grecia, in un eterno e sottile gioco di fissità e metamorfosi.

MICHELE MONETTAbreve bio
Michele Monetta, allievo di Étienne Decroux, è un regista e un attore teatrale. Ha fondato a Napoli, con Lina Salvatore, l’I.C.R.A. Project, l’unica Scuola di Mime Corporel in Italia. Attualmente è docente all’Atelier Rudra-Béjart di Losanna, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma e alla Scuola del Teatro Nazionale di Napoli.

- Iscrizioni
La domanda di partecipazione dovrà pervenire inviando una email all’indirizzo prenotazionicarro@gmail.com entro le ore 18.00 di mercoledì 19 giugno, indicando:
nome, cognome, data di nascita, indirizzo di residenza, n° telefonico, email, campo d’interesse (attore, performer, danzatore, coreografo, cantante, musicista, regista, artista del figurativo, studente di teatro, accademie e università, appassionato), breve motivazione.
L’iscrizione sarà completata solo al ricevimento del saldo della quota di partecipazione, da effettuarsi attraverso bonifico bancario, prima dell’inizio delle attività, secondo le modalità comunicate dalla Compagnia successivamente all’invio della richiesta di iscrizione del partecipante.

- Luogo delle attività
Teatro Politeama di Catanzaro, Via Giovanni Jannoni, 1, 88100 CZ

- Durata
3 giorni – 21, 22, 23 giugno 2019

- Orari
Venerdì 21 dalle ore 18,30 alle ore 21,30
Sabato 22 dalle ore 10,30 alle ore 13,30 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00
Domenica 23 dalle ore 10,00 alle ore 13,00

- Quota di iscrizione a persona
€ 75,00 prezzo intero
€ 60,00 prezzo ridotto per partecipanti UNDER 26
Offerta speciale Prenota Prima
Se acquistato entro venerdì 7 giugno viene offerta la possibilità di partecipare al laboratorio al costo agevolato di € 60,00.

- Requisiti
Rivolto ad attori, performer, danzatori, cantanti, coreografi, registi, artisti del figurativo, musicisti, studenti di teatro, accademie e università, appassionati di teatro

- Informazioni
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’organizzazione ai numeri 348.31.25.747 o 340.820.21.19
oppure inviare una mail a prenotazionicarro@gmail.com
oppure consultare il sito www.residenzateatrobadolato.it

- Modalità di partecipazione

Numero massimo di partecipanti: min 18 / max 25
Luogo: Teatro Politeama di Catanzaro, via Giovanni Jannoni, Catanzaro
Durata: 3 giorni – 21, 22, 23 giugno 2019
Orari:
Venerdì 21 dalle ore 18,30 alle ore 21,30
Sabato 22 dalle ore 10,30 alle ore 13,30 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00
Domenica 23 dalle ore 10,00 alle ore 13,00
Requisiti: attori, performer, danzatori, appassionati di teatro
Quota di iscrizione a persona:
€ 75,00 prezzo intero
€ 60,00 prezzo ridotto promozionale per acquisto effettuato entro venerdì 7 giugno.
€ 60,00 prezzo ridotto per partecipanti UNDER 26

- Le spese di viaggio, vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti.

Il workshop rientra nel programma di attività di alta formazione della Fondazione Politeama Mario Foglietti e della residenza teatrale MigraMenti.SPAc

“VOICE WORK”

Workshop intensivo condotto da SABINE VAN DER STEUR
rivolto ad attori, performer, cantanti, insegnanti, speaker, appassionati ed amatori di teatro

Quando - 26, 27, 28 APRILE
Dove - Teatro Politeama di Catanzaro

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DESCRIZIONE

VOICE WORK è un workshop sull’uso della voce.
È rivolto a tutte le persone che usano la voce come primo strumento di lavoro (attori, performer, cantanti, insegnanti, speaker, ecc…) e a chi vuole sviluppare le proprie possibilità vocali.
La voce è il nostro biglietto di visita.
Un potente strumento comunicativo, la nostra impronta originaria che ci distingue e ci rende unici.

La qualità vocale, molte volte, rimane IMPRIGIONATA e TRATTENUTA dentro di noi.
Stress ,blocchi emotivi energetici muscolari impediscono una libera uscita della nostra voce.

La voce non risuona nella sua massima potenza, ma può risultare meno espressiva con timbriche e risonanze non autentiche, poco incisive, insicure, monotone,affaticate, ecc…

SVEGLIARE, LIBERARE, POTENZIARE e GESTIRE con consapevolezza la propria VOCE è l’obbiettivo di “Voice Work”.

SABINE VAN DER STEUR - breve bio

Sabine Van Der Steur è Logopedista e Voice-coach.
Diplomata in Olanda nel 1979 in Logopedia, con specializzazione in terapia e recupero vocale.
Lavora sia in ambito teatrale che in quello paramedico come logo-terapeuta.
Dal 1987 lavora in Italia come attrice teatrale e voice-coach.
Ha insegnato presso Accademia di Amsterdam e Accademia di Arnhem.
È docente presso il C.U.T. di Perugia – Scuola di formazione del Teatro Stabile dell’Umbria, nei corsi di Alta formazione Artistica per Attori e Performer.
Tiene seminari sulla voce per attori e insegnanti.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’organizzazione ai numeri 348.31.25.747 e 340.820.21.19
oppure inviare una mail a prenotazionicarro@gmail.com

- Iscrizioni

- La domanda di partecipazione dovrà pervenire a mezzo posta elettronica all’indirizzo prenotazionicarro@gmail.com entro le ore 14.00 di mercoledì 24 aprile, indicando: nome, cognome, data di nascita, indirizzo di residenza, n° telefonico, email, campo d’interesse (attore, performer, cantante, insegnante, speaker, appassionato), breve motivazione.
L’iscrizione sarà completata solo al ricevimento del saldo della quota di partecipazione, da effettuarsi attraverso bonifico bancario, prima dell’inizio delle attività, secondo le modalità comunicate dalla Compagnia successivamente all’invio della richiesta di iscrizione del partecipante.

- Overbooking (più iscritti rispetto ai posti disponibili)
In caso di overbooking con un numero di richieste superiori alle 10 persone, oltre le 15 già programmate, verrà organizzata una seconda sessione del workshop nei tre giorni successivi con le stesse modalità e alle stesse condizioni economiche.

- Quota di iscrizione a persona
€ 75,00 prezzo intero
€ 60,00 prezzo ridotto per partecipanti UNDER 26

- Modalità di partecipazione

- Numero massimo di partecipanti: 15

- Luogo: Teatro Politeama di Catanzaro, Via Giovanni Jannoni, 1, 88100 CZ

- Durata: 3 giorni – 26, 27, 28 aprile 2019

- Orari:
Venerdì 26 dalle ore 17,00 alle ore 20,00
Sabato 27 dalle ore 10,30 alle ore 13,30 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00
Domenica 28 dalle ore 10,00 alle ore 13,00

- Requisiti: attori, performer, cantanti, insegnanti, speaker, appassionati di teatro

- Le spese di viaggio, vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti.

Il workshop rientra nel programma di attività di alta formazione della Fondazione Politeama Mario Foglietti e della residenza teatrale MigraMenti.SPAc

Realizzato da Teatro del Carro
e MigraMenti. SPAc (Studies on Performing and Acting)
- Co-finanziato da Regione Calabria (L.R.19/2017) e Mibac (Art.45)
- Col Patrocinio di (in o.a.)
Città di Badolato – Teatro Comunale;
Città di Catanzaro – Teatro Politeama;
Città di Riace – Mediateca comunale;
- e in Partenariato con (in o.a.)
Teatro del Grillo di Soverato;
Teatro Politeama di Catanzaro;

teresa-un-pranzo-comunale-catanzaroVenerdì 8 marzo | ore 21.00 
Teresa. Un pranzo di famiglia
Per info e prevendite chiama Carmen allo 0961.74.12.41

Dopo un lungo periodo di assenza dalla nostra città di appartenenza, venerdì 8 marzo, alle 21.00, torneremo a Catanzaro, al Teatro Comunale, con “Teresa. Un pranzo di Famiglia”, spettacolo intenso e civilmente impegnato che affronta il tema della ‘ndrangheta attraverso un originale punto di vista di una donna/madre feroce e sanguinaria. Ritratto fra luci e ombre di Teresa una madre criminale, che vive quello che non avrebbe mai immaginato di dovere affrontare e cioè che sua figlia Angela è diventata una infame, una pentita.

Una storia “difficile” che affronta e cerca di descrivere «l’animo di chi “mette in conto” la morte di figli e figlie, di genitori, di parenti e amici, sapendo di esserne la causa».
Abbiamo deciso di raccontare proprio l’8 marzo, una storia violenta e drammatica di donne, una madre e una figlia, per dare attenzione a due aspetti tipici della nostra terra di Calabria: da un lato l’aspetto sociale di chi è destinato a vivere la propria vita senza possibilità di scegliere il proprio futuro, perché nato e cresciuto in un contesto ambientale asfissiante e senza vie di fuga, e che di questo processo diventa ingranaggio. Dall’altra parte la grandezza imperiosa del gesto di una donna/eroina come Angela, la figlia, che decide di affrancarsi dalla colpa atavica della sua famiglia di ‘ndrangheta, diventando testimone di giustizia, e dimostrando che, anche nei punti più oscuri della società, è possibile vedere un’umanità nuova e, attraverso donne come lei, è possibile ridarci una speranza per il futuro.
E speriamo che, per l’intera città e per l’intera regione, sia un momento in cui unirsi e manifestare con la propria presenza, la presa di distanza da un sistema sociale e di appartenenza mafiosa che deve essere combattuto con ogni energia e con ogni forma di espressione e dissenso.
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Sintetici accenni biografici
- “Teresa. Un pranzo di famiglia” è scritto da  Francesca Chirico, giornalista e scrittrice di Reggio Calabria, redattore dell’archivio web multimediale www.stopndrangheta.it, autrice del romanzo “Arrovescio” (Rubbettino editore), vincitore del premio letterario “Bruno Chimirri 2010”, del premio speciale della giuria del “Città di Siderno” e di una menzione al premio “Fortunato Seminara”, ed autrice del libro “Io parlo. Donne ribelli in terra di ‘ndrangheta” che racconta le donne che hanno infranto il silenzio preteso dalle cosche e assegnato loro dalla tradizione.
- La regia è affidata a Luca Maria Michienzi, drammaturgo, performer e regista catanzarese. Ha lavorato con Enrico Maria Salerno e Regina Bianchi, Franco Zeffirelli, Roman Polanski, Luca Barbareschi; Glauco Mauri, Michele Monetta, e si è specializzato con artisti del calibro di Edda Dell’Orso; M.me Wanda Szczuka, Marco Bellocchio, Hal Yamanouchi; Ludwik Flaszen, Massimiliano Civica, Virgilio Sieni e tanti altri.
Dirige insieme ad insieme ad Anna Maria De Luca i progetti “Giornata Nazionale dell’Attore” giunto alla VII edizione e la Residenza Artistica “MigraMenti”, operativa in Calabria dal 2012.
- Lo spettacolo è interpretato da  Anna Maria De Luca che, dopo importanti partecipazioni a serie televisive e film di successo (tra gli ultimi Trust e Non uccidere) collaborazioni con alcuni dei registi e dei volti più noti del cinema (solo per citarne alcuni Zeffirelli, Crialese, Giannini, Bova, Guerritore, Scamarcio, Leone, Dapporto, Pandolfi, Salerno, ecc…), ritorna a Catanzaro nei panni di Teresa proprio nel giorno della Festa della Donna.
Rassegna Stampa essenziale 

MigraMenti. SPAc – Studies on Performing and Acting

Bando 2019 per l’assegnazione di n°. 4 residenze rivolte ad artisti, attori, danzatori, performer, compagini professionali (non titolari di residenza).

L’idea del progetto di Residenza Artistica “MigraMenti. SPAc – Studies on Performing and Acting” è principalmente quella di dare l’opportunità a giovani artisti e/o compagini professionali attraverso un sostegno economico e un tutoraggio artistico/organizzativo/tecnico in modo da favorire lo sviluppo di nuove idee progettuali artistiche e drammaturgiche.

I principi che muoveranno le scelte della residenza nell’ospitalità e permanenza in residenza di artisti e formazioni (non titolari di residenza) sono quelli che, sin dalla sua nascita, sono stati i principi propri della Compagnia Teatro del Carro, e che sono stati la guida di sviluppo dei progetti “MigraMenti. Poetiche del Viaggio” e “MigraMenti Off”, realizzati nei trienni 2012/2014 e 2015/2017, e nell’appena trascorso 2018.
La residenza vuole essere un’esperienza nuova e originale per sintetizzare il desiderio di trovare un luogo adatto a mettere assieme la sperimentazione artistica con un diverso modo di fruire degli spazi di produzione, ricerca e studio.
La residenza si pone l’obiettivo di operare un’oculata selezione e scelta di opere e progetti da ospitare come permanenza in residenza che si muovono tra la tradizione e l’innovazione, prediligendo testi che, da un lato, si inseriscono nel solco dei grandi antecedenti, rispettosi e riconoscenti del passato, dall’altro, sono capaci e si impegnano a guardare oltre per incentivare autentiche forme di promozione umana e di contemporaneità.

IL BANDO
La Compagnia Teatro del Carro, con la collaborazione artistica della Compagnia Virgilio Sieni Danza, attraverso il progetto di Residenza Artistica denominato “MigraMenti. SPAc – Studies on performing and acting”, cofinanziato da Mibac ART.43 D.M.27/07/17 e Regione Calabria L.R. n.19 del 18/05/17, promuove un bando al fine di mettere a disposizione n°. 4 residenze artistiche della durata di minimo 15 giorni per ciascuna, per altrettanti artisti e/o compagini artistiche professionali.

Queste le caratteristiche delle 4 residenze artistiche offerte:

RESIDENZA n° 1 – UNDER 35
Rivolta ad un artista/performer/compagine UNDER 35 – potranno essere privilegiati artisti di origine calabrese.

RESIDENZA n° 2 – EMERGENTE
Rivolta ad un artista/performer/compagine EMERGENTE, ovvero premiato o segnalato in premi e/o festival di rilievo nazionale ed internazionale.
In assenza di candidature si soggetti premiati o selezionati, saranno privilegiati artisti Under 35 e/o calabresi.

RESIDENZA n° 3 – DANZA
Rivolta esclusivamente ad un artista/performer/compagine del settore DANZA.
La selezione sarà a cura esclusiva della Direzione Artistica della Compagnia Virgilio Sieni Danza.
RESIDENZA n° 4 – SENTIERI
Rivolta ad un artista/performer/compagine che siano stati già selezionati da un’altra residenza riconosciuta dal Mibac e/o appartenenti ad altre reti di residenze nazionali ed internazionali attive e operative, e/o che siano artista/performer/compagine di origine calabrese.

Queste sono le condizioni offerte da MigraMenti. SPAc.
Presentando la candidatura a questo bando si accettano quindi le condizioni di seguito proposte:

– L’utilizzo gratuito degli spazi della residenza, comprensivo del materiale tecnico a disposizione e in uso al Teatro del Carro;
Alloggio in appartamento con cucina per un massimo di 4/6 persone, qualora necessario e richiesto;
– L’affiancamento alla compagine o artista selezionato di tutor artistici, amministrativi, tecnici;
– Un cachet di residenza di € 1.500,00 (millecinquecento/00) esclusa IVA all’artista/compagine, erogato da Teatro del Carro solo al ricevimento dei contributi ministeriali e regionali;
N.B.: in caso di ritenuta d’acconto la cifra di € 1.500,00 è da intendersi al lordo del versamento della ritenuta.
Assicurazione infortuni a carico di Teatro del Carro.
– L’organizzazione da parte della compagine/artista di un progetto di trasmissione e sensibilizzazione artistica della durata di 4/6 incontri da rivolgere agli abitanti del territorio della residenza (studenti, cittadini, associazioni).
Per “trasmissione e sensibilizzazione” si intende uno specifico percorso di coinvolgimento della natura della lezione, del laboratorio, della prova partecipata, ecc…
– Un momento di restituzione pubblica in maniera informale/formale al termine del lavoro, da concordare con l’artista/compagine in base allo stato dell’opera realizzata.
– Agli artisti/compagini selezionati dal bando sarà richiesto obbligatoriamente, con una specifica clausola del contratto da sottoscrivere, di inserire nei crediti dell’opera/spettacolo prodotto successivamente alla permanenza in residenza, la dicitura: “con il sostegno di Teatro del Carro – MigraMenti. SPAc”.

I progetti saranno selezionati dalla Direzione Artistica di Teatro del Carro e Virgilio Sieni Danza.
La Direzione Artistica si riserva il diritto inappellabile della scelta dei progetti e s’impegna a
comunicare le proprie scelte nei tempi stabiliti.
Con la sottoscrizione e l’invio del modulo di partecipazione i partecipanti accettano le presenti condizioni offerte e si impegnano ad osservare quanto qui indicato.

Questo il bando completo contenente l’allegato per l’invio delle candidature bando-e-allegato-residenza-migramenti-spac-2019  | candidatura-bando-word-migramenti-spac-2019

LUOGHI DELL’OSPITALITA’
Sala prove e Teatro Comunale di Badolato (CZ)
Mediateca comunale di Riace (RC) – per la sola residenza DANZA

PERIODO DELL’OSPITALITA’
Le residenze avranno luogo da Maggio a Ottobre 2019. Le giornate esatte di residenza andranno definite con la Direzione Organizzativa compatibilmente al calendario delle attività annuali della residenza MigraMenti. SPAc.

SCADENZA DEL BANDO
Per partecipare al bando gli artisti/compagini devono presentare domanda entro e non oltre le ore 14.00 dell’ 11 marzo 2019 all’indirizzo email migramenti@gmail.com e, per la sola proposta della sezione DANZA anche a accademia@virgiliosieni.it, allegando i materiali richiesti nel successivo paragrafo ed indicando nell’oggetto della mail la residenza alla quale si intende candidarsi: RESIDENZA n° 1 – UNDER 35; RESIDENZA n° 2 – EMERGENTE; RESIDENZA n° 3 – DANZA; RESIDENZA n° 4 – SENTIERI.
N.B.: Verrà comunicata automaticamente a tutti l’avvenuta ricezione della candidatura di partecipazione alla residenza. Se non doveste ricevere nessuna risposta siete pregati di contattarci telefonicamente.

MATERIALI PER LA SELEZIONE
Gli artisti e le compagine interessate a presentare la propria candidatura dovranno compilare, in ogni sua parte, l’allegato al presente bando.
L’allegato andrà compilato in formato digitale WORD o PDF. In caso contrario la richiesta di candidatura non sarà tenuta in considerazione.
Per partecipare alle selezioni del bando non è necessario presentare un lavoro completo, ma un progetto ancora in fase di sviluppo e che, di conseguenza, non abbia ancora debuttato nella sua forma definitiva e non preveda di debuttare prima del periodo di residenza.
Qualora sia già prevista una data di debutto si prega di indicarla nella scheda di progetto.

Questa la documentazione richiesta:

1) Una presentazione del progetto artistico che si intende sviluppare nel corso della residenza (MAX 2 cartelle), compilando l’allegato al bando. Indicando, anche, le linee di sviluppo che si intendono dare al progetto e un’indicazione delle principali necessità o difficoltà incontrate o che si prevedono di incontrare nella fase di produzione (MAX 1 cartella);
2) Un progetto di trasmissione e sensibilizzazione artistica della durata di 4/6 incontri da rivolgere agli abitanti del territorio della residenza (studenti, cittadini, associazioni). Per “trasmissione e sensibilizzazione” si intende uno specifico percorso di coinvolgimento della natura della lezione, del laboratorio, della prova partecipata, ecc…;
3) L’elenco dettagliato di tutti i partecipanti al progetto.
4) Il link a una ripresa video di max 10 minuti del lavoro che si intende sviluppare in residenza (riprese di servizio, prove o registrazioni di sala), o in assenza di questa, un link ai materiali precedentemente prodotti dall’artista/compagine, caricata su youtube o vimeo.
5) Foto e curricula dei singoli artisti coinvolti e della compagine che presenta il progetto.
6) Una copia del documento d’identità dell’artista o del legale rappresentante della Compagine proponente.

I risultati della selezione verranno comunicati entro il 30 marzo 2019 ai vincitori.
I calendari andranno concordati in base alle esigenze delle compagnie e alle disponibilità della residenza MigraMenti. SPAc.

CONTATTI
Per ogni ulteriore informazione è possibile rivolgersi a

Compagnia Teatro del Carro
“MigraMenti. SPAc”
Residenza Artistica della Calabria
348.31.25.747 / 340.820.21.19
migramenti@gmail.com
www.residenzateatrobadolato.it

Questo il bando completo contenente l’allegato per l’invio della candidatura bando-e-allegato-residenza-migramenti-spac-2019candidatura-bando-word-migramenti-spac-2019 

 

“VOICE WORK”

Workshop intensivo condotto da SABINE VAN DER STEUR
rivolto ad attori, performer, cantanti, insegnanti, speaker, appassionati ed amatori di teatro

Quando – 18, 19, 20 GENNAIO
Dove – Teatro del Grillo di Soverato

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DESCRIZIONE

VOICE WORK è un workshop sull’uso della voce.
È rivolto a tutte le persone che usano la voce come primo strumento di lavoro (attori, performer, cantanti, insegnanti, speaker, ecc…) e a chi vuole sviluppare le proprie possibilità vocali.
La voce è il nostro biglietto di visita.
Un potente strumento comunicativo, la nostra impronta originaria che ci distingue e ci rende unici.

La qualità vocale, molte volte, rimane IMPRIGIONATA e TRATTENUTA dentro di noi.
Stress ,blocchi emotivi energetici muscolari impediscono una libera uscita della nostra voce.

La voce non risuona nella sua massima potenza, ma può risultare meno espressiva con timbriche e risonanze non autentiche, poco incisive, insicure, monotone,affaticate, ecc…

SVEGLIARE, LIBERARE, POTENZIARE e GESTIRE con consapevolezza la propria VOCE è l’obbiettivo di “Voice Work”.

SABINE VAN DER STEURbreve bio

Sabine Van Der Steur è Logopedista e Voice-coach.
Diplomata in Olanda nel 1979 in Logopedia, con specializzazione in terapia e recupero vocale.
Lavora sia in ambito teatrale che in quello paramedico come logo-terapeuta.
Dal 1987 lavora in Italia come attrice teatrale e voice-coach.
Ha insegnato presso Accademia di Amsterdam e Accademia di Arnhem.
È docente presso il C.U.T. di Perugia – Scuola di formazione del Teatro Stabile dell’Umbria, nei corsi di Alta formazione Artistica per Attori e Performer.
Tiene seminari sulla voce per attori e insegnanti.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’organizzazione al numero 348.31.25.747
oppure inviare una mail a prenotazionicarro@gmail.com

- Iscrizioni

- La domanda di partecipazione dovrà pervenire a mezzo posta elettronica all’indirizzo prenotazionicarro@gmail.com entro le ore 14.00 di mercoledì 16 gennaio, indicando: nome, cognome, data di nascita, indirizzo di residenza, n° telefonico, campo d’interesse (attore, performer, cantante, insegnante, speaker, appassionato), breve motivazione.
L’iscrizione sarà completata solo al ricevimento del saldo della quota di partecipazione, da effettuarsi attraverso bonifico bancario, secondo le modalità comunicate dalla Compagnia successivamente all’invio della richiesta di iscrizione del partecipante.

- Quota di iscrizione a persona:
€ 60,00 prezzo intero
€ 50,00 prezzo ridotto per partecipanti UNDER 30

- Modalità di partecipazione

- Numero massimo di partecipanti: 15

- Luogo: Teatro del Grillo di Soverato – C.da Cafone, n.9 – 88068 Soverato CZ

- Durata: 3 giorni – 18, 19, 20 gennaio 2019

- Orari:
Venerdì 18 dalle ore 17,00 alle ore 20,00
Sabato 19 dalle ore 10,30 alle ore 13,30 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00
Domenica 20 dalle ore 10,00 alle ore 13,00

- Requisiti: attori, performer, cantanti, insegnanti, speaker, appassionati di teatro

- Le spese di viaggio, vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti.

Il workshop rientra nel programma di attività della
GIORNATA NAZIONALE DELL’ATTORE – VII EDIZIONE
Festival d’azione performativa – dedicato alla memoria di Pino Michienzi

realizzato da Teatro del Carro
- co-finanziato da Regione Calabria
a valere sul PAC 2014/2020 – Asse 6 – Azione 6.7.1;
- col Patrocinio di (in o.a.)
Città di Badolato – Teatro Comunale;
Città di Catanzaro – Teatro Politeama;
Città di Chiaravalle C.le – Teatro Impero;
Città di Soverato – Teatro Comunale;
- e in Partenariato con (in o.a.)
Teatro del Grillo di Soverato;
Teatro Politeama di Catanzaro;

Sabato 22 Dicembre | ore 21.30
Teatro Comunale di Soverato

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rezza soverato 22 dicembre

PITECUS
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
Vincitori del Leone d’Oro al Teatro | Biennale di Venezia 2018
con ANTONIO REZZA

quadri di scena Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Daria Grispino
organizzazione generale Stefania Saltarelli
macchinista Andrea Zanarini

 

ACQUISTA ONLINE IL TUO BIGLIETTO CLICCANDO QUI

 

“Pria che l’uomo canti due volte e rinneghi il suo spirito libero, lì, a contatto di gallo, l’uomo alzerà gomito e cresta e cozzerà le sue basse ambizioni contro un soffitto di inutile speranza”.

Gidio è chiuso in casa, Fiorenzo, uomo limbo, sta male fisicamente; il professor Stella, videodittatore dipendente, mostra a migliaia di telespettatori alcuni malati terminali, un padre logorroico non si capacita dell’omosessualità del figlio; Saverio, disinvolto ed emancipato, prende la vita così come viene, cosciente del suo fascino fuggevole. Mirella prega intensamente le divinità per essere assunta alle poste, Roscio, di nome e di fatto, frequenta una nuova compagnia di amici che lo sbeffeggiano a tracotanza.
La bella addormentata non prende sonno ed il re, stanco di fasce e capricci, tenta di asfissiare il corpicino bambino. Un giovane studente ha un rapporto conflittuale con la radiosveglia mentre mariti annoiati e lussuriosi vengono rapiti dal fascino indiscreto del solito Saverio, borghese che miete amori ed affitta sentimenti. Un nuovo dibattito a tinte fosche analizza il rapporto uomo-droga, un signore solo e mediocre adotta Fernando Rattazzi a distanza, due ragazzi restano a piedi e sfidano le leggi della sopportazione, uomini che tentano di godersi sprazzi di libertà ma, proprio perché a sprazzi, non la riconoscono più. Giovani handicappati incattiviti e solidali si scagliano contro creato e convinzioni, esseri senza ottimismo dividono il proprio corpo pur mantenendo intatto l’istinto luciferino.

Questi personaggi parlano un dialetto frastagliato e tronco, si muovono nervosetti, fanno capolino dalle fessure e dai buchi dei vasi di stoffa variopinti, i menti e le capoccette pensanti spuntano e si alternano dalle sete, dalle reti e dalla juta dando il senso di quartieri popolari affollati dove il gioco e la fantasia alzano il vessillo dell’incomprensione media. Il quadro di scena è la scenografia mista al costume, ogni storia ha il suo habitat, ogni personaggio un corpetto diverso e mortificato.

E’ uno spettacolo che analizza il rapporto tra l’uomo e le sue perversioni: laureati, sfaticati, giovani e disperati alla ricerca di un occasione che ne accresca le tasche e la fama, pluridecorati alla moralità che speculano sulle disgrazie altrui, vecchi in cerca di un’identità che li aiuti ad ammazzare il tempo prima che il tempo ammazzi loro, persone che tirano avanti una vita ormai abitudinaria, individui che vendono il proprio corpo in cambio di un benessere puramente materiale, esseri che viaggiano per arricchire competenze culturali esteriori e superficiali.

PITECUS racconta storie di tanti personaggi, un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie rendono comici ed aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappresentazioni positive, ognuno si accontenta, tutti si sentono vittime, lavorano per nascondersi, comprano sentimenti e dignità, non amano, creano piattume e disservizio.

I personaggi sono brutti somaticamente ed interiormente, sprigionano qualunquismo a pieni pori, sprofondano nell’anonimato ma, grazie al loro narcisismo, sono convinti di essere originali, contemporanei e, nei casi più sfacciati, avanguardisti. Parlano un dialetto misto, sono molto colorati, si muovono nervosi e, attraverso la recitazione, assumono forme mitiche e caricaturali, quasi fumettistiche.

SCENA E STRUTTURA

Per quanto riguarda i quadri di scena, che consideriamo un’operazione di arte applicata alla drammaturgia, essi conferiscono allo spettacolo un linguaggio figurativo che mischia colori e parole. L’uso dei materiali si rifà all’arte povera anche se un occhio é sempre attento alla moda ed al costume che influenzano mentalità e portamento dei personaggi.

Nei quadri di “PITECUS” prevale il triangolo, figura mistica un po’ per tutte le religioni: teste spigolose fingono ragionamenti razionali, spicchi di volto incattiviscono somatismi già di per se malvagi e corruttibili.

Colori usati a tinte piatte, gialli, verdi, azzurri, rossi, riportano al mondo dell’infanzia, alle costruzioni, ai giocattoli di legno. La stoffa avvolge i personaggi completandoli: juta, seta, cotone, sintetici, plastica, li rendono opachi o scintillanti. Parti di corpo che aggrediscono parti di realtà, porzioni di arti che inveiscono contro la narcosi che sembra fare scempio di uomini e desideri, parole tronche che inneggiano alla libera immaginazione: non é stato inventato tutto, non tutto é stato enunciato, le parole sono infinite ed infinite le combinazioni, chi vuole farci credere che non c’é più nulla da scoprire é il primo nemico da combattere.

PITECUS si scaglia contro la cultura dell’assopimento e della quiescenza creativa.

BIGLIETTI D’INGRESSO
€ 12 intero + prevendita
€ 10 ridotto (under 35 / over 65) + prevendita
€ 5 ridottissimo (under 19) – acquistabile solo al botteghino il giorno dello spettacolo

PREVENDITE DISPONIBILI
> ONLINE SU https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pitecus-antonio-rezza-22-dicembre-soverato-52376081269

> a Catanzaro presso il Cinema Teatro Comunale Catanzaro, senza costi di prevendita.
Se vuoi prenotare chiama Carmen allo 0961.74.12.41 e poi passa a ritirare i biglietti nei consueti orari di apertura.

> a Davoli marina presso il negozio Check Sound

> a Lamezia Terme presso il Tip Teatro

Per altre info scrivi a prenotazionicarro@gmail.com o contatta l’organizzazione al numero 348.31.25.747.

Lo Spettacolo rientra nel programma di attività della
“GIORNATA NAZIONALE DELL’ATTORE – VII EDIZIONE”
Festival d’azione performativa – dedicato alla memoria di Pino Michienzi

realizzato da Teatro del Carro
- co-finanziato da Regione Calabria a valere sul PAC 2014/2020 – Asse 6 – Azione 6.7.1;
- col Patrocinio di (in o.a.)
Città di Badolato – Teatro Comunale;
Città di Catanzaro – Teatro Politeama;
Città di Chiaravalle C.le – Teatro Impero;
Città di Soverato – Teatro Comunale;
- e in Partenariato con (in o.a.)
Teatro del Grillo di Soverato;
Teatro Politeama di Catanzaro;

“MIMO, MASCHERA E MOVIMENTO”
Workshop intensivo condotto da MICHELE MONETTA
rivolto ad attori, danzatori, performer, appassionati di teatro

Quando – 14, 15, 16 DICEMBRE
Dove – Teatro Politeama di Catanzaro

Segui l’evento FACEBOOK cliccando qui

monetta-rid-img_5819DESCRIZIONE

Pedagogie corporee: Copeau, Decroux, Barrault, Lecoq…

Il mimo di cui ci occupiamo non è quello imitativo-narrativo della pantomima, ma quello che Étienne Decroux chiamava “corporeo”, soprattutto perché contempla nell’azione tutta la figura e principalmente il tronco (che, per Decroux, è costituito da testa-collo-petto-cintura-bacino ed è la parte pesante e più difficile da articolare), mettendo in secondo piano le mani, le braccia e la mimica facciale, parti adatte al descrittivo (e, infatti, Decroux definiva il volto e le mani “strumenti della menzogna”). È, insomma, l’arte dell’espressività e della libertà della persona.
E persona qui è non solo l’individuo fisico, ma anche quello che dice la sua etimologia e cioè maschera. La Maschera intesa come attitudine, postura, modo di configurare la colonna vertebrale.

Programma
Corpo e spazio
Euritmia
Scomposizione e coordinazione corporea
Dinamoritmi
Contrappesi
Studio di figure
Gioco teatrale e reattività
Improvvisazione di gruppo
La piramide espressiva: pensiero, emozione e forza.
Solfeggio dei respiri
L’uomo che cammina: marce, passi, andature…
Maschera Neutra/Nobile
Improvvisazione e composizione
Letture da Copeau, Rodin e Decroux

workshop-michele-monetta-132MICHELE MONETTA – breve bio
Michele Monetta, allievo di Étienne Decroux, è un regista e un attore teatrale. Ha fondato a Napoli, con Lina Salvatore, l’I.C.R.A. Project, l’unica Scuola di Mime Corporel in Italia. Attualmente è docente all’Atelier Rudra-Béjart di Losanna, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma e alla Scuola del Teatro Nazionale di Napoli.

 

 

 

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’organizzazione al numero 348.31.25.747
oppure inviare una mail prenotazionicarro@gmail.com
oppure consultare il sito www.residenzateatrobadolato.it

Iscrizioni
- La domanda di partecipazione dovrà pervenire a mezzo posta elettronica all’indirizzo prenotazionicarro@gmail.com entro le ore 19.00 di lunedì 10 dicembre, indicando: nome, cognome, data di nascita, indirizzo di residenza, email, n° telefonico.

Modalità di partecipazione

- Numero massimo di partecipanti: min 15 / max 25
- Luogo: Teatro Politeama di Catanzaro, via Giovanni Jannoni, Catanzaro
- Durata: 3 giorni – 14, 15, 16 dicembre 2018
- Orari:
Venerdì 14 dalle ore 19,30 alle ore 21,30
Sabato 15 dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00
Domenica 16 dalle ore 9,30 alle ore 13,00
- Requisiti: attori, performer, danzatori, appassionati di teatro
- Quota di iscrizione a persona:
in occasione del progetto “GIORNATA NAZIONALE DELL’ATTORE”, viene offerta la possibilità di partecipare al laboratorio al costo agevolato di € 65,00.

- Le spese di viaggio, vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti.

Ai partecipanti verrà donata una copia del libro
“Mimo e Maschera” di Michele Monetta e Giuseppe Rocca
edito da Dino Audino Editore (http://www.audinoeditore.it/libro/M/184)
Il libro sarà presentato alla presenza degli autori
Sabato 15 alle ore 19.00 sempre al Teatro Politeama

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Il workshop rientra nel programma di attività della
“GIORNATA NAZIONALE DELL’ATTORE – VII EDIZIONE”
Festival d’azione performativa – dedicato alla memoria di Pino Michienzi

realizzato da Teatro del Carro
- co-finanziato da Regione Calabria a valere sul PAC 2014/2020 – Asse 6 – Azione 6.7.1;
- col Patrocinio di (in o.a.)
Città di Badolato – Teatro Comunale;
Città di Catanzaro – Teatro Politeama;
Città di Chiaravalle C.le – Teatro Impero;
Città di Soverato – Teatro Comunale;
- e in Partenariato con (in o.a.)
Teatro del Grillo di Soverato;
Teatro Politeama di Catanzaro.